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Digital Energy Report: il potenziale dell'energia 2.0

Presentazione Digital Energy Report

23 Novembre 2017 ore 9.30 - 16.30

Politecnico di Milano - Campus Bovisa, via Lambruschini 4 - Edificio BL28 - Aula Magna Carassa Dadda 

 

Sempre più frequentemente ci si imbatte nel termine "Digital Energy" ad indicare la possibilità di utilizzare le tecnologie digitali per "controllare" i consumi di energia. In realtà, dietro questo termine si nasconde molto di più: l'uso di tecnologie digitali sempre più avanzate è ben più profondo lungo la filiera dell'energia, interessandone tutte le fasi, dalla produzione alla vendita; l'impiego potenziale del digitale va ben oltre il solo controllo.

Nella prima edizione del Digital Energy Report si descrive un'architettura di tecnologie digital che si declina tipicamente secondo un framework composto da 3 building block: (i) una prima famiglia di tecnologie che consente di raccogliere dati sulle condizioni di funzionamento di un dato; (ii) una seconda famiglia di tecnologie che permette la trasmissione dei dati; (iii) tecnologie che possono valorizzare i dati raccolti, come ad esempio strumenti di Big Data Analytics che permettono di individuare dei pattern ricorrenti all'interno dei Data Lake.

Le analisi del Report si focalizzano sulla applicazione di soluzioni digital nello Smart Energy & Grid, nel Smart Manufacturing e nello Smart Building. Per ciascuno di questi ambiti si definiscono le architetture maggiormente diffuse, classificate in base alla complessità tecnologica e alle funzionalità offerte, e viene presentata un'analisi costi/benefici delle architetture implementabili, evidenziandone i costi di investimenti e valutandone i benefici energetici e non.

Il Digital Energy Report riporta infine una panoramica sugli attori attivi nella Digital Energy: a fianco di uno studio estensivo sulle principali startup italiane e internazionali che offrono soluzioni Digitalsi presentano i possibili modelli di business dei principali operatori incumbent (Utilities, ESCo, Software House, IT provider, ecc.) sottesi allo sviluppo del mercato, ponendo particolare attenzione alle problematiche di gestione del transitorio di cambiamento e alle strategie già implementate per affrontare questo.

 

Programma della giornata: 

Ore 9.00 - Registrazione Partecipanti

 

Ore 9.30 - Inizio lavori

Introduzione Prof. Umberto Bertelé 

 

Ore 9.45 - Presentazione Prof. Vittorio Chiesa

"Le soluzioni Digital per Smart Energy, Smart Grid, e Smart Building"

 

Ore 10.15 - Prima tavola rotonda imprese Partner:

ABB - Alessandra Boffa, Business Development Manager della Divisione RM

ABO DATA - Riccardo Melioli, COO

ENERGON - Michele Ticò, Direttore Tecnico

ENERGY INTELLIGENCE - Luca Bonzagni, Amministratore Delegato

ENERLIFE - coming soon

REGALGRID EUROPE - Davide Spotti, Presidente e CEO

GMT - coming soon

 

Ore 11.30 - Presentazione Prof. Federico Frattini

"Le soluzioni Digital per lo Smart Manufacturing"

 

Ore 11.45 - Seconda tavola rotonda imprese Partner

EGO - Carlo Corallo, Amministratore Delegato e socio fondatore

ERG - coming soon

EVERIS - Domenico Indolfi, Partner

EVOLVERE - Elena Montironi, Responsabile nuovi sviluppi

SEA SIDE - Paolo Benfenati, Amministratore Delegato

TERNI- Stefano Neri, Presidente e Amministratore Delegato

 

Ore 13.00 - Networking Lunch

 

Ore 14.10 - Presentazione Ing. Giulio Salvadori, Direttore dell'Osservatorio Internet of Things

"Le start up e la digitalizzazione"

 

Ore 14.30 - Terza tavola rotonda imprese Partner

CESI - coming soon

DANFOSS - Matteo Ciancamerla, direttore canale project sales Italia

EDISON - coming soon

ENEL - coming soon

FALCK RENEWABLES - coming soon

E.ON - coming soon

YOUSAVE - Enrico Crippa, International Business Development Director

 

Ore 16.00 - Intervento di Chiusura

 

Ai presenti sarà consegnata in omaggio una copia del Digital Energy Report - 1a ed.

 

Per iscriversi all'evento cliccare Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.">QUI

LE ISCRIZIONI VERRANNO CHIUSE 3 GIORNI PRIMA DEL CONVEGNO E I DATI INSERITI NEL LINK DI ISCRIZIONE SARANNO UTILIZZATI PER REALIZZARE I BADGE, CHE SARANNO CONSEGNATI AI PARTECIPANTI IL GIORNO DELL'EVENTO 

Le news della settimana
 
In 5 anni le rinnovabili rivoluzioneranno il modo di produrre energia
Per la prima volta il solare fotovoltaico è cresciuto più velocemente di qualsiasi altra fonte di energia, sorpassando anche la potenza installata di carbone. È quanto emerge dall’ultimo report dell’Agenzia internazionale dell’energia su analisi e previsioni di mercato “Renewables 2017”. Le previsioni di crescita delle rinnovabili per quest’anno segnano un più 12% rispetto allo scorso anno, grazie soprattutto ai piani di sviluppo del solare rivisti al rialzo da parte di Cina e India.
 
 
 
L’America investe sul solare, nonostante Trump
Il solare non appassiona Donald Trump che notoriamente si è schierato a fianco dell’industria del petrolio e carbone. Ma le settimane scorse, il suo Dipartimento dell’Energia ha annunciato un enorme investimento per sostenere la ricerca nel settore solare. E nella stessa occasione, il Dipartimento ha reso noto che il prezzo medio dell’energia prodotta dagli impianti solari su larga scala ha toccato i 6 centesimi di dollaro per chilowattora, raggiungendo quindi l’obiettivo dichiarato per il 2020 nella SunShot Initiative.
 
 
 
Il fotovoltaico che va anche in lavatrice
Dal Giappone arriva il fotovoltaico applicato al tessile, in grado di fornire elettricità ricavandola dal sole anche dopo essere stato imbevuto di acqua, steso e compresso. Il risultato è frutto del lavoro di un gruppo di scienziati appartenenti al Riken Center for Emergent Matter Science e all’Università di Tokyo. La ricerca potrebbe aprire la strada alla creazione di celle fotovoltaiche indossabili e allo sviluppo di una serie di device incorporati nei vestiti che potrebbero monitorare la nostra salute.
 
L'infografica della settimana
 
Come viene generata l’elettricità negli Usa
 
Il sistema elettrico americano è spesso descritto come la più grande macchina del mondo. È anche incredibilmente diversificato, riflettendo le preferenze politiche, le necessità e le risorse naturali disponibili in ogni Stato. Carbon Brief ha mappato le centrali elettriche della nazione in un’infografica interattiva per mostrare come e dove gli Stati Uniti generano elettricità.
 
Il video della settimana
 
Il mondo dell’elettricità sta per cambiare per sempre
L’età delle batterie è appena iniziata. Nell’ultimo episodio della serie animata “Sooner Than You Think”, Tom Randall di Bloomberg fa il conto di quando le batterie potrebbero iniziare ad immagazzinare l’energia solare raccolta e sostituire i combustibili fossili nella produzione di elettricità.

 https://www.ecomondo.com/

https://youtu.be/pf30M76hFqk

 

La Scienza si mobilita in tutto il mondo

In preparazione della giornata mondiale del 22 aprile per la scienza e la democrazia la FLC CGIL e la CGIL hanno organizzato per venerdì 21 aprile 2017 una video conferenza con i maggiori centri ENEA dalle ore 9,30 alle 13,30 presso il Salone centrale Enea Roma Sede, Lungotevere Thaon di Revel 76, per discutere di “Clima, Ricerca e Democrazia“. A seguire tavola rotonda.

Partecipano all’iniziativa, tra gli altri, Francesco Sinopoli, Segretario generale FLC CGIL e Vincenzo Colla, Segretario Nazionale CGIL.

Il programma dell’iniziativa

La Scienza si mobilita in tutto il mondo

 

 

 

i lettori di "Oltre il nucleare" potranno avere il 30% di sconto sul prezzo di copertina, comprandolo alla libreria "Assaggi", via Etruschi 4, all'angolo con via Tiburtina, Roma

 

ZERO CARBON

FOR A EUROPEAN STAND AGAINST CLIMATE CHANGE

Il 25 marzo si terrà a Roma il Consiglio dell’Unione Europea in occasione del 60° anniversario della firma del Trattato di Roma. Di fronte alla crisi democratica e sociale che investe l’Europa, le cittadine e i cittadini europei hanno organizzato tre giornate di discussione e mobilitazione per rivendicare una svolta radicale al processo di unificazione europea e alle politiche europee. Tra le sfide della nostra epoca c’è quella di combattere gli effetti dei cambiamenti climatici e disinnescare il perverso intreccio dei fenomeni delle migrazioni ambientali e delle guerre.

L’Accordo di Parigi sui cambiamenti climatici, ottenuto anche grazie alla sempre più diffusa mobilitazione globale, indica la direzione di marcia verso un futuro libero dai fossili. Gli impegni assunti dai vari paesi però sono inadeguati, non all’altezza dell’obiettivo e delle sfide ambientali e sociali che i cambiamenti climatici pongono.

L’Unione Europea deve porsi obiettivi di riduzione delle emissioni inquinanti e climalteranti più ambiziosi, intervenendo su tutte le politiche industriali, energetiche, sociali. La giusta transizione verso una produzione energetica priva di fossili rappresenta una formidabile occasione per dare concreto avvio allo sviluppo sostenibile, rilanciare l’economia, garantire la sicurezza energetica, creare nuova e qualificata occupazione.

Nella giornata del 24 marzo invitiamo tutte le organizzazioni, i comitati, i gruppi e le singole cittadine e cittadini impegnati nella difesa dell’ambiente, alla partecipazione ad un’assemblea pubblica sul tema delle politiche energetiche e climatiche europee e nazionali, presso l’Università La Sapienza di Roma in cui si svolgeranno le attività delle tre giornate.

Vogliamo sfruttare questo momento di confronto tra cittadini, convinti europeisti, per analizzare collettivamente le politiche energetiche dell’Unione Europea e degli Stati del continente, concentrandoci in particolare su alcuni aspetti:

  • Il ruolo dell’Unione, degli Stati nazionali e delle imprese. Le politiche energetiche sono processi che si strutturano su vari livelli, spesso in maniera contraddittoria o incoerente, tra il piano nazionale e quello sovranazionale, tra obiettivi assunti e azioni concrete. Inoltre le politiche industriali delle singole multinazionali della produzione energetica spesso sono determinanti sia nell’orientare le scelte politiche delle istituzioni, sia nel rendere inefficaci le normative di salvaguardia ambientale previste in un limitato contesto nazionale a causa della loro azione a livello transnazionale. Perciò è fondamentale condividere una analisi delle politiche energetiche nel loro complesso.

  • Gli obiettivi comuni delle lotte ambientali europee. Nel XXI secolo le lotte ambientali si sono diffuse in tutto il mondo e tante sono le esperienze maturate dal basso che dimostrano che è possibile aumentare il benessere sprecando meno risorse ed energia. Il nostro continente è attraversato da piccoli e grandi conflitti, vertenze, proposte. Allo stesso modo le vertenze nazionali per ottenere un cambio di rotta nelle politiche energetiche troppo spesso si limitano entro i confini degli Stati. Per dare maggiore forza alla lotta contro il cambiamento climatico vogliamo individuare alcuni obiettivi che diventino il punto di riferimento delle tante e differenti esperienze per la sostenibilità ambientale nel nostro continente.

  • Il consenso e la partecipazione alla lotta contro il cambiamento climatico. Viviamo un’epoca di crisi economica e sociale devastante. E’ sempre più difficile costruire il consenso intorno alla critica alle politiche energetiche, in una fase in cui il Presidente degli USA smentisce le evidenze scientifiche. Per tutelare la vita e l’ambiente è necessario integrare le lotte apparentemente differenti, dalla rivendicazione di maggiore democrazia e partecipazione fino alla lotta per la giustizia sociale, la giusta transizione, il lavoro dignitoso, fino alla decarbonizzazione della produzione energetica.

Con questi brevi spunti di riflessione vi invitiamo a portare in Assemblea i vostri punti di vista e le vostre esperienze di lotta. A partire da questo momento di discussione sosteniamo la giusta transizione verso un modello energetico democratico ed equamente distribuito, basato su efficienza energetica ed energie rinnovabili!

 

Conferenza GEOPOLITICA, ENERGIA, CLIMA AI TEMPI DI TRUMP - Free-energia.it

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Mercoledì 15 Febbraio 2017, dalle 14:30 alle 17:30 allo Spazio Europa in Via 4 Novembre 149, Roma, si terrà la Conferenza organizzata dal Coordinamento FREE “GEOPOLITICA, ENERGIA, CLIMA AI TEMPI DI TRUMP”

Introducono:
Dario Fabbri (Consigliere scientifico e coordinatore per l’America di Limes)
Gianni Silvestrini (Direttore scientifico Kyoto Club)

Ne discutono:
Daniele Capezzone (Commissione Finanze Camera dei Deputati)
Pippo Civati (Commissione Attività produttive Camera dei Deputati)
Rossella Muroni (Presidente Legambiente)
Francesco Ferrante (Coordinamento Free)
Ermete Realacci (Presidente Commissione Ambiente Camera dei Deputati)

Conclude:
GB Zorzoli (Presidente Free)

Per poter partecipare si prega di confermare la propria adesione entro il 12 Febbraio 2017 contattando Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

“Spazio Europa, gestito dall’Ufficio d’informazione in Italia del Parlamento europeo e dalla Rappresentanza in Italia della Commissione europea”

Allegati:

 

Confermato il disprezzo di Trump per la scienza climatica e le energie rinnovabili

[23 gennaio 2017]

Trump energia

Pochi minuti dopo che Donald Trump aveva giurato come 45esimo presidente degli Stati Uniti d’America, dal sito Internet della Casa Bianca sono state rimosse tutte le informazioni sul cambiamento climatico ed è comparso l’America First Energy Plan, il progetto energetico per gli Usa di Trump e del suo staff  che, secondo Bobby Magill, che si occupa di energia e cambiamento climatico per Climate Central, «E’ pieno di i disinformazione e pretese speciose circa politica climatica ed energetica. Il piano energetico della Casa Bianca riconfeziona la promessa fatta in campagna elettorale da Trump di riaccendere l’industria americana del carbone in declino, di eliminare il Climate Action Plan dell’Amministrazione Obama e di sfruttare tutte le riserve di combustibili fossili dell’America per raggiungere l’indipendenza energetica, un’idea che ignora che il petrolio e il gas americani fanno parte di un mercato combustibili fossili veramente globale».

Durante la campagna elettorale, Trump ha disprezzato le politiche climatiche ed energetiche di Obama, che sono stati fondamentali per arrivare all’Accordo di Parigi del clima e che hanno  incoraggiato lo sviluppo delle fonti rinnovabili low-carbon e scoraggiato l’uso del carbone per produrre elettricità. Trump e il suo team di transizione definiscono quelle politiche “killer dei posti di lavoro” e il nuovo presidente Usa ha detto – sbagliando e/o mentendo – che sono state la causa del declino del carbone in declino, che in realtà era in crisi nera dal 2008 a causa del boom del gas a buon mercato estratto con la contestata tecnica del Fracking. Nel 2016, negli Usa il gas ha superato per la prima volta il carbone   come principale fonte per produrre energia elettrica.

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Proprio alla vigilia della Conferenza di Parigi sul clima, la Commissione per l'industria, la ricerca, l'energia del Parlamento Europeo, ha approvato la relazione sullo sviluppo di una industria europea sostenibile dei metalli di base. Settori particolarmente impattanti ed energivori, che necessariamente saranno in questione per le misure di contenimento delle emissioni, alla COP21.

Il relatore è stato Edouard Martin, deputato socialista, ex sindacalista francese che ha guidato la lotta contro la chiusura dell'altoforno di ArcelorMittal a Florange.

Il testo affronta tutte le criticità del settore siderurgico europeo (l'import, in crescita, di acciaio cinese a prezzi ai minimi, le questioni energetiche – uno dei nodi nevralgici per la competitività dell’industria -, il sistema di scambio delle quote di emissione, gli impatti sui territori e sulla salute, ecc.). L'approccio e le proposte che avanza non hanno nulla a che fare con la resistenza e la pura difesa dell'esistente (che spesso ha caratterizzato il settore siderurgico) ma, in particolare, sulle innovazioni, recupero di efficienza, politiche energetiche, economia circolare, attenuazione degli impatti e delle emissioni, applicazione delle migliori tecniche disponibili... sono per molti versi innovative e coraggiose.

Il testo è complesso e, per una opportuna valutazione, rimandiamo alla lettura integrale. Clicca qui per scaricare.

La questione ha una certa rilevanza, perché la relazione dovrebbe essere prossimamente adottata dal Parlamento e poi trasformata in direttiva, che i singoli stati dovranno applicare.

Se questa è la prospettiva, diventa importante aprire subito, anche in Italia, un confronto tra tutti i soggetti che hanno titolo e interesse (aziende e loro associazioni, sindacati, ambientalisti, comunità tecnico-scientifiche... oltre naturalmente ai decisori politici) per valutarne l'applicazione al settore siderurgico italiano, che presenta specificità e criticità ulteriori.

Per quanto ci riguarda avanziamo solo alcuni punti, mutuati anche della relazione, che ci paiono centrali:

Il mantenimento di una industria siderurgica europea è necessario, anche per mantenere un ruolo industriale in tutti i settori, incluse le tecnologie più avanzate e la “transizione energetica”, ma questo può avvenire “...solo una politica per l'innovazione ambiziosa, che permetta di offrire prodotti di elevata qualità, efficienti nel consumo energetico e innovativi (per esempio acciai ad alta resistenza ma flessibili) e di sviluppare nuovi processi produttivi, consentirà alla UE di affermarsi di fronte ad una concorrenza globale sempre più dura....anche perché ...esistono ancora notevoli potenzialità di risparmio energetico nell'industria dei metalli di base che potrebbero essere sfruttate in modo efficace attraverso investimenti privati e regimi di sostegno per la modernizzazione degli impianti.

Sulle emissioni climalteranti e la riforma dell'ETS, la relazione sottolinea che la competitività industriale, l'efficienza delle risorse e la riduzione delle emissioni sono obiettivi complementari, poiché, se la produzione europea diventa carbo-virtuosa, la conservazione delle sue quote sul mercato europeo e mondiale costituisce uno strumento efficace per contribuire a una riduzione globale delle emissioni... aggiunge che ciò varrebbe anche per la produzione importata, che soddisfa le stesse norme in materia di efficienza energetica e di emissioni, analoghe a quelle dei beni prodotti nella UE; sottolinea che anche le imprese con sede nei paesi terzi che sono integrate nella catena di creazione del valore devono operare anche nel rispetto degli obiettivi climatici ed energetici fissati dalla UE...Con quest'approccio si avanza la possibilità di una sorta di “carbon tax” attraverso L'adeguamento alle frontiere per il carbonio...

Sempre sull'ETS chiede di modificare il sistema di assegnazione dei diritti di emissione...considerando i gas a effetto serra emessi per tonnellata prodotta e non per impianto... per ...l'importanza di un sistema che renda interessante investire in soluzioni efficienti sotto il profilo energetico. Inoltre, che le quote di CO2 siano divulgate in occasione della pubblicazione dei bilanci annuali delle imprese... che qualsiasi impianto classificato ETS trasmetta ogni anno informazioni complete che integrano la lotta al cambiamento climatico e il rispetto delle direttive della UE in materia di ambiente, sicurezza e igiene del lavoro e siano accessibili ai rappresentanti dei lavoratori nonché ai rappresentanti della società civile.

Sulle questioni energetiche, e gli elevati prezzi dell'energia, gli spunti che la relazione offre sono molti, a partire naturalmente dalla necessità di interconnessione delle reti europee armonizzando i prezzi dell'energia in Europa e tra gli stati membri. A questo fine chiede ...di verificare l'impatto dei vari regimi di sostegno all'energia sui prezzi al dettaglio...di lottare contro gli utili a cascata degli oligopoli privati nel mercato dell'energia...sottolinea che alle aste di energia elettrica annuali si dovrebbe preferire la stabilità di contratti di fornitura di energia a lungo termine.

 

Partendo da queste indicazioni, sarebbe interessante aprire subito un confronto nel nostro paese per possibili interventi, anche immediati, che superino la giungla delle tariffe elettriche per i grandi consumatori garantendo, a determinate condizioni, una sostanziale omogeneità di trattamento.

I punti e le domande da cui partire potrebbero essere:

- tutti riconosciamo la necessità di andare rapidamente verso una razionale integrazione della rete elettrica europea, quali sono oggi gli ostacoli, i vincoli, le criticità, i tempi?

- Siamo in una situazione di eccesso di produzione elettrica rispetto alla domanda (overcapacity) che comporterà anche l'attivazione del capacity payment, ossia una remunerazione per le centrali convenzionali che non producono ma si limitano a mettere a disposizione la capacità produttiva, ovviamente caricando i costi sulle bollette di tutti;

- ha senso oggi estendere ancora il meccanismo dell'interconnector, una misura in parte di importazione solo virtuale (la norma sull'interconnector è un'astuzia – ammette lo stesso Mucchetti, proponente del contestato emendamento sulla nuova connessione con il Montenegro) che di nuovo scarica i costi sulle bollette?

- tenendo conto non degli interessi specifici o delle rendite di posizione di qualcuno, ma dell'efficienza complessiva del sistema paese e del miglior uso di tutte le risorse (tecniche, economiche, ambientali) non sarebbe più logico che, a parità di condizioni tariffarie per i grandi consumatori, invece di chiedere l'impegno ad investire - in futuro – su ulteriori nuove connessioni, si chiedesse l'impegno ad investire subito in interventi di efficienza energetica e di innovazione impiantistica, o ove necessario, in interventi sulle reti locali ?

Tutto questo avrebbe anche l'effetto di ridurre i consumi, diminuire gli impatti e le emissioni, stimolare l'innovazione nei cicli produttivi.

Non è un caso che, generalmente, le aziende che più lamentano problemi per i costi energetici sono proprio quelle che meno hanno fatto per interventi di efficienza e di innovazione.

A questo proposito, sarà utile monitorare l'andamento delle diagnosi energetiche obbligatorie (previste dal decreto sull'efficienza entro il 5 dicembre) per le aziende più grandi e quelle energivore. Ad oggi sarebbero solo qualche centinaio le documentazioni presentate, su una platea di diverse migliaia di imprese coinvolte, e probabilmente da molte vengono considerate solo un ulteriore intralcio burocratico, invece che una opportunità che deve dar luogo ad effettivi interventi di efficientamento e quindi di riduzione dei costi.

Per realizzare questi obiettivi, che non valgono solo per la siderurgia e gli energivori, non servono solo norme precise, ma anche un coinvolgimento diretto dei soggetti economici e sociali che sono in campo, i sindacati, i movimenti sociali e ambientali, le aziende più innovative, devono svolgere un ruolo fondamentale.

 

Vittorio Bardi (Si rinnovabili No nucleare)

 

 

 

 

In molti cominceranno ormai a interrogarsi su quella svolta storica che, a partire dal 2006 e più precisamente dalla sua seconda metà, ha visto moltiplicarsi le prese di posizione e, soprattutto, gli impegni sulla questione del legame tra consumi energetici, global warming e cambiamenti climatici da parte di leader di grande rilevanza a livello mondiale, ben lontani dal sospetto di essere degli ambientalisti.

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