Rinnovabili: il 54% dell’energia in Spagna è verde

 

La Spagna copre con le rinnovabili il 54% del suo fabbisogno energetico. Secondo i dati diffusi dal gestore di rete spagnolo Red Eléctrica de España (REE) l’apporto delle fonti verdi ad aprile è stato superiore rispetto al mese di marzo del 2,2% (51,8%).

I dati, forniti dall’Asociatiòn Empresarial Eòlica (AEE), una sorta di ANEV spagnola, parlano da soli: dal primo novembre al 31 gennaio l’eolico ha prodotto 16.410 GWh di energia, con un incremento del 36% rispetto allo stesso periodo del 2011.

Nel mix energetico nazionale questa potenza ha pesato per il 26%. Il che vuol dire che nello scorso trimestre più di un quarto dell’elettricità consumata in Spagna veniva dal vento. E a quel quarto vanno aggiunte le potenze prodotte dalle altre rinnovabili.

Altro record: a gennaio l’eolico ha prodotto 6.329 GWh, pari a un intero anno di consumo di paesi come la Bolivia o l’Honduras. Ancora un altro record: solo nel 2010 una sola fonte di energia ha prodotto più di 6.000 GWh da sola, ma quella volta erano state le centrali a ciclo combinato a gas a riuscire nell’impresa.

Non basta, altro record: il 16 gennaio l’eolico ha superato il suo massimo storico di produzione giornaliera, con 345 mila MWh. Cosa che ha comportato il fatto che per diverse ore della giornata il 50% dell’energia distribuita dalla rete elettrica nazionale spagnola era eolica. Metà della domanda soddisfatta da una sola fonte intermittente, per diverse ore, significa anche che la Spagna sta iniziando a saper gestire i picchi di potenza dell’eolico dopo i famosi black out degli anni scorsi che tanto hanno contribuito a screditare l’energia dal vento.

Tutto questo, paradossalmente, mentre il gigante spagnolo dell’eolico Gamesa procede con i licenziamenti, in patria e all’estero. Il problema sta nei prezzi delle pale eoliche, scesi drammaticamente a causa dell’ingresso nel mercato dei soliti produttori cinesi.

Vedremo, infine, se l’eolico alla lunga produrrà l’effetto che ha avuto il fotovoltaico in Italia e Germania sul sistema elettrico nazionale: mettere in crisi il termoelettrico, facendogli perdere miliardi di euro.

Fonte: AEE



 

 

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L'UNIONE EUROPEA IMPONE LA REGISTRAZIONE DEI PANNELLI FOTOVOLTAICI CINESI PDF Stampa E-mail
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Giovedì 14 Marzo 2013 18:03
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Oltre al testo integrale del provvedimento sulla Gazzetta Ufficiale Europea (SCARICA QUI), riportiamo di seguito l'interpretazione di Coenergia sui possibili effetti e un articolo di Qualenergia:

INTERPRETAZIONE COENERGIA EFFETTI DAZI DOGANALI MODULI, CELLE E WAFER ORIGINE CINA

RISCHIO DAZI SU CELLE E MODULI FOTOVOLTAICI CINESI IMPORTATI IN EUROPA

 

 

Ultimo aggiornamento ( Giovedì 14 Marzo 2013 18:13 )
 
PUBBLICATO IL DECRETO SULLA S.E.N. PDF Stampa E-mail
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Giovedì 14 Marzo 2013 17:25
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 PUBBLICATO IL DECRETO SULLA S.E.N. (scarica qui)

Un primo commento da "Quale energia"

Riduzione dei costi energetici, pieno raggiungimento e superamento di tutti gli obiettivi europei in materia ambientale, maggiore sicurezza di approvvigionamento e sviluppo industriale del settore energia. Questi sarebbero i quattro obiettivi principali indicati nel nuovo documento di Strategia Energetica Nazionale - SEN (pdf) di 139 pagine che i ministri Corrado Passera e Corrado Clini hanno approvato con un Decreto Interministeriale. Nei giorni scorsi si sono sprecate le critiche da parte di ambientalisti, associazioni e operatori del settore energetico che reputano questo atto illegale, perché emanato da ministri di un Governo in esercizio solo per l'ordinaria amministrazione. Un documento di programmazione sull'energia del paese, sebbene in forma di decreto, che ha una chiara valenza politica e di certo si identifica come un atto di carattere straordinario.

Il comunicato del Ministero dello Sviluppo Economico ci tiene a precisare che sono stati recepiti diversi contributi e, rispetto al documento posto in consultazione ad ottobre, quelli più rilevanti vengono elencati tra i seguenti:

  • Una maggiore esplicitazione delle strategie di lunghissimo periodo (fino al 2050), in coerenza con la Roadmap di decarbonizzazione europea, e delle scelte di fondo per la Ricerca e Sviluppo
  • Una quantificazione dei costi e benefici economici della strategia per il Sistema, in particolare per i settori elettrico e gas
  • Una definizione più precisa delle Infrastrutture Strategiche gas, con particolare riferimento al dimensionamento di nuovi impianti di stoccaggio e dirigassificazione, con garanzia di copertura costi in tariffa, necessari per garantire l’allineamento strutturale dei prezzi gas a quelli UE e a fare fronte alle accresciute esigenze di sicurezza delle forniture (in uno scenario geopolitico sempre più complesso)
  • Una più precisa descrizione delle misure di accompagnamento alla cosiddettagrid parity delle Rinnovabili elettriche (segnatamente del Fotovoltaico), una volta terminato il sistema incentivante attuale
  • Una migliore definizione degli strumenti previsti per accelerare i miglioramenti nel campo dell’efficienza energetica (es. certificati bianchi, PA, standard obbligatori, certificazione)
  • Una più chiara definizione dei possibili miglioramenti della governance del settore.

Ma il senso della SEN non cambia molto rispetto alla versione di ottobre. Leggendo lapresentazione sintetica della nuova SEN (pdf) e il comunicato stampa ministeriale percipiamo un approccio di 'un colpo al cerchio e una alla botte'. Una strategia che continua a ritenere che la sostenibilità sia solo una questione economica e che pensa solo ad "una graduale integrazione della produzione rinnovabile".

La potremmo leggere allora come il classico tentativo di controllare l'impetuosa crescita delle fonti di energia pulita in un sistema che punterà, secondo gli estensori del documento, ad essere caratterizzato da uno "sviluppo sostenibile della produzione nazionale di idrocarburi" e a diventare "il principale hub sud-europeo del gas". Una classica tattica dilatoria nei confronti del cambiamento in atto nel sistema energetico e verso quella vera transizione energetica per la quale si richiedono ora altre mentalità e visioni.

 

 
CARO PARLAMENTARE...È ORA DI RIPUBBLICIZZARE L'ACQUA! PDF Stampa E-mail
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Giovedì 14 Marzo 2013 15:58
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Un nuovo Parlamento si è insediato in questi giorni dopo un voto che ha dato un segnale forte contro le politiche economiche tese alla mercifIcazione dei beni comuni. Lo stesso segnale c'è stato nel giugno 2011: 27 milioni di Sì per l'acqua bene comune.

Da allora le manovre per aggirare quel voto hanno dimostrato una salda alleanza tra poteri economici forti e gran parte delle rappresentanze istituzionali.

Ma in questi mesi si sta dimostrando possibile invertire la rotta che ha regalato ai privati i servizi pubblici e creato profitto sui beni comuni: nei comuni italiani in cui si sta avviando la ripubblicizzazione del servizio idrico così come in Europa, con l'ICE (Iniziativa dei Cittadini Europei) per l'acqua pubblica che ha già superato il milione di firme.

E' possibile imboccare la strada della difesa dei beni comuni e questo è il momento di farlo!

Per questo consegniamo a tutti parlamentari il “kit dell'acqua”: uno strumento attraverso il quale ripubblicizzare il servizio idrico in tutta Italia e rispettare la democrazia, applicando i risultati referendari del giugno 2011 e approvando la legge di iniziativa popolare sull'acqua depositata nel 2007.

Perchè una volta di più si scrive acqua, si legge democrazia.

 

Sabato 16 Marzo - ore 10
Montecitorio.

Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua
CRAP - Coordinamento Romano Acqua Pubblica

 

 

 
ALIBRANDI (PRC): "PRESIDENTE NAPOLITANO NON FIRMI DECRETO SULLA S.E.N." PDF Stampa E-mail
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Giovedì 14 Marzo 2013 15:50
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Partito della Rifondazione Comunista

Dipartimento Ambiente – regione Lazio

Roma, 14 marzo 2013

Continuando nel proprio lavoro al servizio dei poteri forti, il Governo Monti ha approvato – nonostante sia in carica solo per l’ordinaria amministrazione – il SEN (Scenario Energetico Nazionale). L’approvazione è avvenuta di nascosto l’8 marzo (visto lo scenario approvato, ho la sensazione che la data non sia casuale) e pubblicato oggi.

Nel sito è fatta passare per consultazione democratica partecipata quanto attuato nei mesi di ottobre e novembre, in altre parole la completa chiusura a ogni documento critico e l’invio ai pochi che si erano accorti della proposta in discussione di un questionario cui i bravi studenti dovevano rispondere di SI ai magnanimi professori, pena l’espulsione dalla Bocconi. Il tutto in barba a quanto previsto dalle leggi Italiane sui processi di consultazione pubblica che obbligano alla convocazione dei soggetti interessati dal procedimento, quali Popolazioni – attraverso i Sindaci – associazioni,

partiti, movimenti etc. Tutto ciò sarebbe stato necessario prima dell’approvazione di un decreto interministeriale che fissa la politica energetica nazionale sino al 2050 (più di trenta anni), come ad esempio sugli approvvigionamenti dall’estero con contratti bloccati – in maggior parte con le mafie russe – a prezzo superiore del corrente.

Mi chiedo cosa possano aver da dire tutti quegli analfabeti in campo energetico contrari a piccoli impianti di biomasse a freddo o a impianti di compostaggio anaerobico per le grandi città, impianti che, oltre ad evitare qualsiasi fuoriuscita di “odori” potrebbero produrre il metano sufficiente ad alimentare tutte le cucine e parte delle caldaie. Il Decreto approvato, oltre ad essere marginale per l’indirizzo del settore verso le fonti rinnovabili e la filiera corta, aumenta gli impianti di stoccaggio dei gas naturali e del petrolio dai quindici odierni ai 352 previsti. E le popolazioni interessate sono state forse ascoltate. Non è questa la sede per un’analisi approfondita, per la quale invito i soggetti interessati alla costruzione in tempi brevi di una Conferenza Nazionale Sull’Energia, ma ritengo necessario far notare anche che a fronte dell’enorme numero di punti di stoccaggio, derivante dalla quantità garantita d’idrocarburi e gas che il Decreto ci impegna ad acquistare ogni anno, le aziende di trasporto, fornitura e distribuzione ai consumatori finali rimango le solite sei.

Chiediamo un intervento urgente al Presidente della Repubblica affinché non firmi il Decreto e impedisca al Governo in carica di continuare a produrre altri danni, dopo di quelli disastrosi per la vita dei cittadini più deboli della nostra nazione.

Gaetano Alibrandi

Resp. Ambiente PRC-SE Lazio

 

 

 
No ad un decreto sulla SEN. FREE si appella a Napolitano PDF Stampa E-mail
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Martedì 12 Marzo 2013 14:24
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APPELLO A NAPOLITANO

Lo scorso 8 Marzo i ministri Clini e Passera hanno firmato il decreto interministeriale che chiude la procedura sulla Strategia Energetica Nazionale, atto definito come strumento di programmazione e indirizzo.

Un atto ingiustificato non solo per i suoi contenuti (non sono stati tenuti in debita considerazione gli innumerevoli commenti emersi in sede di consultazione), ma anche per la forma, venendo da ministri tecnici di un governo in carica solo per il disbrigo degli affari correnti, senza il previsto preventivo passaggio parlamentare (come è avvenuto per altri provvedimenti), senza l’approvazione da parte del CIPE (atto dovuto per uno strumento di programmazione), addirittura privo di una formale approvazione da parte del Consiglio dei ministri. Oltre tutto a elezioni svolte, cioè a pochi giorni dall’inizio della consultazioni per la costituzione di un governo retto dai voti di un Parlamento appena legittimato dal suffragio popolare.

Di fronte a questa manifestazione di dispregio del corretto funzionamento delle procedure democratiche, il Coordinamento fra Associazioni attive nelle Fonti Rinnovabili e nell’Efficienza Energetica (Coordinamento FREE) fa appello alla sensibilità istituzionale del Presidente della Repubblica, affinché intervenga per porre rimedio a questa incresciosa situazione.

Coordinamento Associazioni Fonti Rinnovabili ed Efficienza Energetica - FREE

 

 
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Rapporto IPCC

 
Sintesi del rapporto integrale approvato a Parigi dagli scienziati dell’Ipcc, il panel Onu che studia i cambiamenti climatici, a cura del climatologo Vincenzo Ferrara.

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