Filippi (CGIL): Il nuovo nucleare accumula solo ritardi. PDF  | Stampa |  E-mail
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Ennesima dèbacle per il nucleare di terza generazione EPR.

Il reattore atomico in costruzione ad Olkiluoto 3 in Finlandia è in ritardo di quattro anni sui tempi previsti che in base ai piani originali, sarebbe dovuto già essere in funzione da un anno, invece pochi giorni fa, la società costruttrice AREVA ha comunicato che la centrale non potrà generare il primo Kwh prima del della fine del 2012.

Ora, è la volta di EDF a dover ammettere un ritardo nella realizzazione dell’impianto francese  di Flamanville, che già scontava altri rinvii al 2013, ad oggi è previsto l’inizio della produzione elettrica entro il 2014.

Tutto questo significa, sottolinea Antonio Filippi responsabile energia della Cgil Nazionale, lievitazione dei costi di centinaia di milioni di euro in più rispetto alla cifra messa in bilancio e ritardi nella produzione energetica.

Alla luce di questa realtà ,si domanda Filippi, è ancora credibile insistere, come fa giornalmente la maggioranza di governo, ha propagandare la costruzione di 4/5 nuove centrali nucleari con la promessa che entro il 2020 entreranno in funzione?

Riteniamo sbagliato, continua il sindacalista, e non veritiero il programma del governo sull’utilizzo del nucleare in Italia.

Per i costi esorbitanti (30-40 miliardi di euro) che oggi sono difficilmente reperibili, se non rimettendo una tassa/tariffa sulle spalle dei cittadini.

Per l’utilizzo di una tecnologia che proviene dalla vecchia generazione e che non ha risolto il problema della sicurezza e delle scorie, che rimarranno radioattive per centinaia di anni.

In considerazione di tutto ciò continuiamo a sostenere, come Cgil, che il futuro deve vedere una forte crescita delle energie rinnovabili come indicato dall’Unione Europea entro il 2020 e come deciso dal Presidente degli Stati Uniti, dopo il disastro del petrolio nel golfo del Messico.

Senza più esitazioni, la scelta da seguire è indicata; energia da fonti rinnovabili, dal sole, dal vento, dalle biomasse, dall’acqua, perché salva l’ambiente, aumenta l’occupazione, crea vero sviluppo sostenibile.

 

 

 

Rapporto IPCC

 
Sintesi del rapporto integrale approvato a Parigi dagli scienziati dell’Ipcc, il panel Onu che studia i cambiamenti climatici, a cura del climatologo Vincenzo Ferrara.

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