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Climalteranti.it » Tutti sulla stessa canoa

Nella COP23 che si sta svolgendo a Bonn, sotto la presidenza delle Isole Fiji, si continua il lavoro di definire importanti aspetti operativi dell’applicazione dell’Accordo di Parigi e del meccanismo di incremento degli impegni di riduzione del gas climalteranti

La XXIII Conferenza della Parti (COP) della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico (UNFCCCC) si sta svolgendo a Bonn (Germania), con la presidenza delle Fiji, piccolo paese insulare in via di sviluppo, minacciato direttamente nella sua esistenza dai cambiamenti climatici.

Dopo che a Marrakech si è ribadita l’unanime volontà di dare rapida applicazione all’Accordo di Parigi, gestendo l’annuncio di cambio di direzione della presidenza USA, anche in questa conferenza si cerca di mettere a punto i dettagli della sua implementazione; dettagli importanti, fondamentali, perché come noto gli impegni fino ad oggi sottoscritti nell’ambito dell’accordo di Parigi sono ben lontani da quanto sarebbe necessario per raggiungere i suoi obiettivi.

Alcuni temi della COP23 meritano di essere segnalati:

1. sarà lanciata la versione dimostrativa di un sito che dovrebbe far incontrare domanda e offerta di strumenti assicurativi, anche complessi, per gestire ex-ante ed ex-post le perdite e danni climatici (meccanismo noto come “Loss and Damage”);

2. si discuteranno le linee guida per i nuovi Contributi Determinati a livello Nazionale (noti con la sigla NDC), previsti per il 2019, al fine di renderli più omogenei e leggibili per investitori pubblici e privati;

3. si strutturerà, discutendo ed eventualmente modificando la preliminare proposta della Presidenza Fiji, la modalità operativa del Dialogo Facilitativo che dovrebbe portare i Paesi ad incrementare la propria ambizione (su tutti i fronti ma in particolare negli obiettivi di mitigazione, che come detto attualmente sono del tutto insufficienti). La proposta iniziale al riguardo è improntata allo spirito ed alle caratteristiche organizzative del Talanoa, una modalità di dialogo allargata, inclusiva, che tiene un bilanciamento tra aspetti razionali ed emotivi, tipica della tradizione del mondo oceanico. In particolare, essa prevede tempi ampi, che invece di concentrare il Dialogo Facilitativo solo nella prossima COP24 di Katowice (Polonia) lo estende fin da subito con una fase “tecnica”, in cui la società civile e gli scienziati potranno dire la loro, lasciando alla COP24 la fase più prettamente “politica”.

Tra i vari Pavillons nazionali, spicca la doppia delegazione americana, quella del Governo e quella della coalizione di Stati e città che hanno dichiarato la volontà di continuare ad applicare l’Accordo di Parigi. Differenze sostanziali a livello di principio, anche se per ora la delegazione statunitense non ha avuto atteggiamenti di boicottaggio dei lavori della COP23.

È presto per dirlo, ma c’è ancora speranza che anche le posizioni più retrograde dell’Amministrazione statunitense possano capire che, per quanto riguarda il cambiamento climatico “we are all in the same canoe” (siamo tutti nella stessa canoa), come detto nel discorso di apertura da Frank Bainimarama, Primo Ministro delle Fiji eletto Presidente della COP23.

PS

Ricordiamo che per seguire la COP23 dall’Italia il sito di riferimento è il portale UNFCCC, con numerose pagine molto interessanti, fra cui l’efficiente WEBCAST che trasmette in streaming live e on demand le riunioni plenarie del negoziato, le conferenze stampa, i principali side event e molti altri eventi collaterali.

Altre fonti fondamentali sono i report giornalieri dell’IISD-ENB, il notiziario ECO del Climate Action Network, con il tradizionale resoconto del Premio Fossil of the Day dedicato a chi ostacola il negoziato; riferimenti utili anche le news della nutrita delegazione dell’Italian Climate Network (che ha anche un bollettino giornaliero – iscrizioni qui).

Una buona analisi dei temi di interesse della COP23 è il dossier preparato dalla Commissione Ambiente della Camera dei Deputati, questa sintesi di Climate-Kic, l’analisi della fondazione Heinrich Boll e lo speciale sulla COP23 del Climate Policy Observer.

Infine, per chi volesse ripassare cosa è successo negli ultimi 10 anni del negoziato sul clima, può essere utile l’approfondita analisi dell’IISD nel recente volume From Bali to Marrakech: A decade of international climate negotiations.

 

Testo di Valentino Piana e Stefano Caserini.

 

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