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Items filtered by date: Febbraio 2017

Abbiamo appena lanciato la petizione "Presidente della Regione Basilicata Marcello Pittella: Quanten binäre Optionen Bewertung Fermiamo i pozzi di petrolio in Basilicata" e vorremmo sapere se puoi darci una mano aggiungendo la tua firma e divulgando l'appello.



Il nostro obiettivo è raggiungere più firme possibili. Abbiamo bisogno di tutto il tuo sostegno. Puoi saperne di più e firmare la petizione qui:
Fermiamo i pozzi di petrolio in Basilicata

Grazie!
ScanZiamo le Scorie

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La tua firma è un passo cruciale iniziale nella partecipazione della campagna "Al Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni : Scambiare o vendere energie rinnovabili sia libero per tutti".

Ecco il testo della petizione:

Nella prima settimana di marzo, l’aula del Senato riprenderà l’esame sul ddl Concorrenza.
Su spinta delle Associazioni ambientaliste, dei consumatori e del settore delle rinnovabili e dell’efficienza energetica sono stati presentati emendamenti importanti che riguardano lo sviluppo della generazione distribuita di energia rinnovabile, che potrebbero consentire il ripristino dei “sistemi di distribuzione chiusi”, reti elettriche che permettono di scambiare energia prodotta verso più clienti.

L’utilizzo dei “sistemi di distribuzione chiusi” da parte dei singoli cittadini “prosumers” o da piccole, medie o grandi aziende, rompe definitivamente un sistema basato su forme di oligopolio che scaricano sui costi energetici di ognuno di noi le loro inefficienze, i loro gigantismi organizzativi, i loro sprechi infiniti.

Si tratta di una necessità sulla quale nel luglio del 2016 è intervenuta anche l’AGCM (Aurotità Garante della Concorrenza e del Mercato) ritenendo che gli “ostacoli alle reti private definiscono una discriminazione a favore del modello dominante di organizzazione del sistema elettrico, basato sulla centralizzazione della generazione di energia elettrica in impianti di grandi dimensione e sulla trasmissione e distribuzione attraverso reti pubbliche dell’elettricità e dell’unità di consumo, che riflette per lo più le scelte tecnologiche compiute nel passato e non favorisce le evoluzioni delle reti verso nuovi modelli di organizzazione del sistema elettrico che possono utilmente contribuire al raggiungimento degli obbiettivi generali di convenienza dell’energia per gli utenti, innovazione, sicurezza e sostenibilità finanziaria del sistema elettrico nazionale, oltre che di tutela della concorrenza” chiedendo al Parlamento “ad una revisione ed integrazione della disciplina normativa e regolamentare riguardante i Sistemi di Distribuzione Chiusi, volta a consentire la realizzazione di nuovi reti elettriche private diverse dalla RIU (rete Interna di Utenza) e ad eliminare ingiustificate limitazioni alla concorrenza tra differenti modalità organizzative delle reti elettriche e tra differenti tecnologie di generazione”. Nelle conclusione l’AGCM chiede al Ministro dello Sviluppo Economico, al Presidente della X commisione e ad altre istituzioni di intervenire “ad una revisione ed integrazione della disciplina normativa e regolamentare riguardante i Sistemi di Distribuzione Chiusi, volta a consentire la realizzazione di nuovi reti elettriche private diverse dalla RIU e ad eliminare ingiustificate limitazioni alla concorrenza tra differenti modalità organizzative delle reti elettriche e tra differenti tecnologie di generazione”.
Durante l’esame del ddl concorrenza tenuto nella commissione Industria del Senato, il Governo ha preso perfino un impegno con l ‘approvazione dell’ordine del giorno G/2085/48/10.

La mancata approvazione e la penalizzazione di questi sistemi impedisce ad energie come il fotovoltaico ma anche a tutte le altre fonti rinnovabili, di potersi affermare e diffondere in tutto il territorio nazionale.
L’applicazione di questa riforma non squilibra le reti ma le razionalizza, le rende più programmabili e le accorcia, determinando un’immediato risparmio in termini di efficienza dato che la rete perde in trasmissione almeno il 10% di quando immette.

Sembra che sull’esame del provvedimento in aula il Governo sarebbe intenzionato a chiedere la fiducia sul testo, apportando alcune modifiche.

Per questo chiediamo un impegno concreto a Governo e Parlamento affinché nell’esame in aula del ddl concorrenza venga finalmente approvata questa norma.

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Milano - Fiper ha presentato ai propri associati la ricerca “Analisi sul mercato dei Titoli di Efficienza Energetica (TEE)” allo scopo di fare chiarezza sull’andamento a dir poco anomalo sul mercato dell’energia proprio dei TEE.

Pubblichiamo di seguito il comunicato della Federazione Italiana Produttori di Energia da Fonti Rinnovabili, la nostra opinione è che dal punto di vista della sostenibilità il fenomeno (aumento prezzi) va accolto con favore in quanto aumenta l'incentivo per effettuare interventi di risparmio energetico.
Ma, visto che non piace ai "poteri forti", non vorremmo che "qualcuno" possa decidere di abbassare gli obiettivi nazionali, in modo da ridurre la domanda e il prezzo dei TEE, vanificando 10 anni di politiche a favore dell'efficienza energetica.

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Nel corso del 2016 si sono registrati scambi a prezzi particolarmente alti rispetto alla media storica sino al valore medio riscontrato nella sessione del 22 novembre 2016, superiore di circa il 58% rispetto a quello dell'ultima sessione di ottobre.

Walter Righini Presidente Fiper introduce così lo studio: “Stiamo assistendo in questo ultimo periodo ad un andamento del mercato dei Titoli di Efficienza Energetica- TEE sempre più incomprensibile con prezzi mai raggiunti e nemmeno ipotizzabili sino a poco tempo fa. La nostra analisi vuole fornire un contributo ulteriore per chiarire l’attuale situazione. Sia il MISE che l’AEEGSI hanno avviato loro indagini conoscitive volte a meglio comprendere e analizzare il problema e ci auguriamo di conoscerne i rispettivi risultati entro breve tempo visto che lo stesso GSE ha definito che: “aumenti repentini e concentrati (dei prezzi) non trovano giustificazione nei fondamentali e vanno quindi attributi a comportamenti non strutturali, cioè contingenti, spesso opportunistici, talvolta speculativi”.

Lo studio si fonda da un lato sulla analisi dell’andamento del mercato a partire ai dati del Gestore del Mercato Energetico- GME, del Gestore dei Servizi Energetici- GSE, dall’altro sulle evidenze del benchmark condotto tra alcuni operatori.  

 

Leggi tutto sul sito di FIPER

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cambio sede del convegno “La nuova frontiera del Biometano”. Visto l’altissimo numero di iscrizioni abbiamo ritenuto opportuno spostare il convegno presso l’Area della Ricerca del Cnr di Bologna, in Via Piero Gobetti, 101.

 

A QUESTO LINK le nuove indicazioni su come arrivare alla nuova sala sia con i mezzi pubblici che con l’automobile. Segnaliamo per chi verrà in macchina, che è disponibile il parcheggio interno gratuito.

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Il nuovo rapporto pubblicato oggi mostra i progressi fatti su rinnovabili, efficienza energetica ed emissioni, ma non tiene conto di quanto bisognerebbe fare per rispettare l'impegno preso a Parigi. Italia in ritardo sull'obiettivo interconnessione e con prezzi elettrici ancora sopra la media UE.
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(ANSA) - BOLOGNA, 2 FEB - Una coalizione sindacale per migliorare il Piano energetico regionale in via di approvazione:

Cgil, Cisl e Uil Emilia-Romagna si uniscono, e con Legambiente, Wwf e le associazioni 'Energie per l'Italia' e 'Sì alle rinnovabili No al nucleare' propongono modifiche che puntano a raggiungere, entro il 2050, il 100% di energie rinnovabili (il Piano prevede il 27% al 2030) e una economia 'carbon free', che prevede l'abbandono totale dei combustibili fossili.

In particolare, sindacati e associazioni propongono alla Regione una strategia che investa sulla formazione e sugli 
incentivi alla riconversione delle aziende. Fra le richieste ci sono anche la convergenza di tutti i piani regionali legati alle scelte energetiche, un nuovo piano trasporti che metta al centro il trasporto pubblico, finanziamenti e contributi che premino chi riduce le emissioni.

"Il Piano è un punto di passaggio fondamentale per affrontare il tema dei cambiamenti climatici e la qualità di vita delle persone - spiega Mirto Bassoli di Cgil E-R - ma può essere anche un'opportunità per generare nuovi posti di lavoro". "Gli obiettivi del Piano al 2030 non sono sufficienti, il raffronto è sui dati del 1990 ma nel frattempo la situazione è peggiorata, serve fare un salto di qualità", aggiunge Oscar Zanasi di Cgil E-R, mentre Alberto Bellini di 'Energie per l'Italia' sottolinea che "l'impatto su clima e salute del modello strade-cemento-idrocarburi è superiore ai profitti, la Regione cambi completamente scenario". (ANSA).

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