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Un ponte per aggirare lo stretto… sguardo innovativo del governo | QualEnergia.it

Un paese in difficoltà come l’Italia dovrebbe saper investire nei settori più promettenti: industrializzazione della riqualificazione edilizia, mobilità elettrica o storage, anticipando anche i cambiamenti in arrivo. Ma per fare queste scelte serve una visione che non c'è. L'editoriale di Gianni Silvestrini.
 
 
Un ponte per aggirare lo stretto… sguardo innovativo del governo | QualEnergia.it

Per un paese in difficoltà come l’Italia è importante catturare le occasioni che si presentano, anticipare i cambiamenti in arrivo e indirizzare gli investimenti nei settori più promettenti. Evitando, al tempo stesso, di disperdere energie e risorse, nell’annunciare o, peggio ancora, realizzare grandi opere spesso inutili.

Un esercizio che sarebbe anche agevolato da alcune decisioni internazionali che indicano con chiarezza evoluzioni future come quelle legate al riscaldamento del pianeta e all’economia circolare.

In particolare, gli impegni climatici sono quanto mai attuali, vista l’accelerazione in atto che dovrebbe consentire di avviare l’Accordo di Parigi già nel 2016 (per il Protocollo di Kyoto ci vollero ben sette anni, malgrado esso coinvolgesse solo i paesi industrializzati).

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Published in Cambiamenti climatici

 

 

 

Clima

in vista della COP22 di novembre a Marrakech, l’Italia ratifichi l’Accordo di Parigi entro 10 giorni

Poi Strategia e Piani di decarbonizzazione informino tutte le politiche economiche, energetiche e industriali

 In vista della COP22, la conferenza ONU sul clima in programma a Marrakech dal 7 al 18 novembre, la Coalizione italiana Clima ritiene doveroso che l’Italia si affretti a ratificare l’Accordo di Parigi sul cambiamento climatico. La Coalizione - che è composta da oltre 200 realtà tra organizzazioni del Terzo settore, sindacati, imprese, scuole e università, nonché da migliaia di cittadine e cittadini - chiede l’immediata presentazione del disegno di legge di ratifica e una corsia preferenziale in Parlamento perché venga approvato a inizio ottobre e prima dell’avvio della sessione di bilancio.

Per consentire la ratifica comunitaria già decisa dai leader nel vertice di Bratislava, occorre, infatti, che gli Stati membri che non hanno ancora ratificato l’accordo raggiunto alla COP21 di dicembre 2015 si affrettino a farlo. Francia, Ungheria, Austria, Slovacchia hanno già firmato; in Germania la ratifica è in calendario per la prossima settimana. In Italia, per ora, ci siamo fermati all’annuncio del Presidente del Consiglio e del Ministro dell’Ambiente.

Arrivare tardi nelle ratifiche per consentire all’accordo di diventare operativo sarebbe dannoso per l’autorevolezza e l’attendibilità dell’Unione Europea. Ulteriori ritardi paleserebbero una situazione di immobilismo e minerebbero la credibilità della visione che la UE ha affermato negli ultimi 10 anni.

Attualmente l’Accordo di Parigi è stato ratificato da 61 Paesi che rappresentano il 47,79% delle emissioni. Mentre il numero dei Paesi necessari per l’entrata in vigore (55) è stato dunque superato, manca ancora la ratifica di Paesi che rappresentino un ulteriore 7% delle emissioni di gas serra. Dal momento che l’Unione Europea rappresenta il 12%, con la ratifica UE l’Accordo di Parigi potrebbe entrare in vigore (30 giorni dopo che le condizioni per l’entrata in vigore si siano determinate). La ratifica è un indispensabile atto di serietà che consentirebbe alla Conferenza ONU sul Clima di Marrakech, in programma dal 7 al 18 novembre, di mettersi a lavorare davvero per l’attuazione del trattato.

La Coalizione italiana Clima esorta, inoltre, il Governo Renzi a dotarsi di piani di decarbonizzazione e di una nuova Strategia Energetica Nazionale. Questo atto di indirizzo (più volte annunciato dall’esecutivo) è diventato ora assolutamente necessario e deve informare tutte le politiche, a cominciare da quelle economiche, energetiche e industriali. Il Piano Nazionale Industriale 4.0 e la legge di bilancio 2017 sono, in questo senso, due grandi occasioni da non perdere per accelerare la decarbonizzazione dell’economia.

 

Sul sito http://www.coalizioneclima.it/ è possibile scaricare il documento.

 

Coalizione Clima

L’ufficio stampa Coalizione italiana Clima

 

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