Home Page by K2 Home Page by JSN PageBuilder
×

Attenzione

"Come arrivare al più presto alla vera disattivazione degli attuali siti nucleari collocati in aree a rischio" - Giampiero Godio

L'unica risposta possibile al nuovo progetto di Sogin che prevede ulteriori grandi depositi nucleari a Saluggia (VC) è che i cittadini, le Istituzioni e le Forze politiche, a tutti i livelli, pretendano e ottengano che il piano industriale della società venga modificato e non preveda più la costruzione di nuovi depositi nei siti attuali: infatti tutti sono ben coscienti che, se si continuano a costruire depositi in questi siti, le scorie da lì non andranno via mai più, nonostante le aree siano a rischio molto elevato.

E di certo i cittadini non si aspettavano che, proprio adesso che l'iter per la realizzazione del Deposito nazionale è finalmente avviato, Sogin, il 23 dicembre 2014, presentasse al Ministero dello Sviluppo Economico un nuova istanza di autorizzazione per la disattivazione dell’Impianto Eurex di Saluggia, che prevede la costruzione di nuovi grandi edifici da adibirsi a depositi nucleari: altro che “il rilascio del sito esente da vincoli di natura radiologica”, come previsto dalle leggi vigenti quando si parla di “disattivazione”!

 

Così scrive Sogin nel progetto allegato alla propria istanza:

 

al fine di incrementare le volumetrie adibite allo stoccaggio di manufatti sul Sito, l’edificio 2300 (per poter svuotare il quale si era a suo tempo giustificata la realizzazione del deposito D2 - Ndr) sarà quindi oggetto di un intervento di adeguamento strutturale e dell’impiantistica con recupero della volumetria;

 

... un’ulteriore volumetria di stoccaggio prevista consisterà nell’ampliamento dell’attuale Deposito di stoccaggio D2, passando di fatto da 2 a 4 campate;

 

... e successivamente eventuali ulteriori volumi aggiuntivi potenzialmente ricavabili adeguando edifici e/o attrezzando opportunamente aree dislocate sul sito e più in generale nel comprensorio nucleare di Saluggia.

 

Tutto questo mentre il Piano Regolatore vigente del Comune di Saluggia esclude da tutta l’area nucleare la possibilità di realizzare nuove costruzioni, e tale divieto è stato introdotto proprio dalla Regione Piemonte con le modifiche ex-officio apportate al PRG all’atto dell’approvazione dello stesso il 30 ottobre 2000.

 

Immediata e perentoria è stata quindi la risposta della Commissione Nucleare del Comune di Saluggia, che ha definito la richiesta di Sogin come “irricevibile” perché totalmente incompatibile con le norme del Piano Regolatore comunale, e ha anche ricordato che Sogin, nella propria attività, è tenuta a rispettare quanto sarà stabilito dal Programma Nazionale, e non può assumere arbitrariamente decisioni che, ai sensi del Dlgs 4 marzo 2014, n. 45, sono riservate a tale Programma, di imminente emanazione da parte del Governo, il quale, come stabilito dall’articolo 8 del suddetto Dlgs, dovrà definire, fra l’altro:

  • gli obiettivi generali della politica nazionale riguardante la gestione del combustibile esaurito e dei rifiuti radioattivi;
  • i progetti o piani e soluzioni tecniche per la gestione del combustibile esaurito e dei rifiuti radioattivi dalla generazione fino allo smaltimento, ivi incluso il Deposito nazionale.

 

Ci auguriamo che il Programma Nazionale venga presentato e discusso al più presto, e che, come Legambiente e Pro Natura ripetono da decenni, stabilisca che il problema degli attuali siti nucleari a rischio non può essere risolto costruendo nuovi depositi in questi stessi siti, ma individuando, con trasparenza e oggettività, un nuovo sito collocato in una area che, a livello nazionale, sia la meno inidonea possibile, e trasferendo lì al più presto tutti i materiali radioattivi per ottenere la maggiore sicurezza possibile.

 

Se poi un giorno vi fosse l’individuazione a livello Europeo di un sito migliore, allora la parte più radioattiva e duratura di questi rifiuti potrebbe essere trasferita dal deposito nazionale a quello comunitario, mentre non è invece accettabile che la prospettiva di un deposito europeo (che nessuno può dire se e quando sarà disponibile) venga oggi utilizzata per lasciare i materiali radioattivi nei siti attuali.

 

Pertanto Sogin deve predisporre un programma di vera disattivazione dei siti nucleari, e, siccome Sogin è una società dello Stato, cioè di tutti, allora i cittadini, le Istituzioni e le Forze politiche, a tutti i livelli, devono pretendere che il piano industriale della società venga modificato e non preveda più la costruzione nei siti attuali di nuovi depositi, che sono solo uno spreco di denaro e un alibi per rinviare l’allontanamento delle scorie.

 

Gian Piero Godio

Legambiente e Pro Natura del Vercellese

333-74.50.665 - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Rate this item
(0 votes)

Leave a comment

Make sure you enter the (*) required information where indicated. HTML code is not allowed.

Cerca nel sito

Chi è online

Abbiamo 463 visitatori e 2 utenti online

  • arnulfoa065313947
  • dianneese5434778334

Login

Vai all'inizio della pagina