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http://www.coalizioneclima.it/

Il Ministero dello Sviluppo economico ha presentato la nuova proposta di Strategia energetica nazionale (la trovate a questo link

http://dgsaie.mise.gov.it/sen/Strategia_Energetica_Nazionale_2017_-_documento_di_consultazione.pdf ).

 

E’ una Sen la cui stesura è stata affidata ad un gruppo di consulenza privato, con il coinvolgimento di TernaSnam, e con un ruolo molto marginale delle strutture di ricerca pubblica in campo energetico quale l’Enea.

 

Il 13 giugno è stata avviata la consultazione online con scadenza 12 luglio. E’ un documento particolarmente importante per l’impegno concreto che il nostro paese dovrà dare per combattere i cambiamenti climatici. Non solo perché le scelte energetiche hanno un impatto diretto sulla produzione di gas serra ma anche perché costituirà la vera ossatura del Piano Clima Energia che il nostro paese dovrà presentare all’Unione Europea agli inizi del 2018.

 

Di quanta energia abbiamo realmente bisogno, come vogliamo produrla, che tipo di mobilità vogliamo, dove indirizzare gli investimenti per creare lavoro duraturo, su chi carichiamo i costi dell’inquinamento, dove indirizziamo la ricerca … sono solo alcune delle domande a cui deve rispondere una strategia energetica. Risposte che non possono essere confinate nel recinto degli esperti, né lasciate in mano alle solite lobby dei fossili.

 

E’ bene quindi fare uno sforzo da parte di tutti, organizzazioni sociali e culturali, istituzioni locali, il mondo del lavoro, gruppi informali, imprese che scommettono sull’innovazione per promuovere confronti pubblici, condividere le varie osservazioni e farle arrivare al Ministero dello Sviluppo economico.

 

Inviate le vostre osservazioni anche a: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

                                                                                                                                             

Inchiesta Dedalo edizioni                                                                                                                                   Associazione il Manifesto in rete

 

presentano

Sabato 10 giugno 2017 ore 18.00

Centro sociale e culturale Giorgio Costa Via Azzo Gardino 48 Bologna

 

IL MONDO AL TEMPO DEI QUANTI

perchè il futuro non è più quello di una volta

edizioni Mimesis/Eterotopie

 

di Mario Agostinelli e Debora Rizzuto

ne discutono con gli autori Agostinelli e Rizzuto

Vittorio Capecchi accademico direttore di Inchiesta

Massimo Scalia Fisico ambientalista

Roberto Mapelli direttore di Punto Rosso edizioni

modera

Tiziano Rinaldini Fondazione Claudio Sabattini

 

 

 

Sulla Strategia Energetica Nazionale il Ministro Calenda ha presentato il 10 maggio alle Commissioni riunite Ambiente e Attività Produttive della Camera, le prime linee della nuova Strategia Energetica Nazionale.

Pubblichiamo di seguito un pò di documentazione, con l'impegno a pubblicare altri approfondimenti e prese di posizione, appena sarà noto il testo definitivo, per il momento segnaliamo soltanto i tempi assolutamente irrisori per la consultazione degli  stakeholder, appena 30 giorni:

- le Slide dell'audizione del 10 maggio

un contributo del Coordinamento Free precedente la presentazione

- un primo commento di Qualenergia

- Presa di posizione delle Associazioni ambientaliste

- Una dichiarazione della Cgil nazionale

 

 

Le news della settimana
Boom di rinnovabili nel mondo. Nel 2016, a livello globale, la nuova capacità installata – escludendo i grossi impianti idroelettrici – è aumentata del 9%: 138,5 gigawatt nel 2016 contro i 127,5 gigawatt del 2015, mentre sono stati investiti 241,6 miliardi di dollari in energie verdi, quasi un quarto in meno (23%) rispetto all’anno prima. I dati arrivano dall’ultimo rapporto “Global Trends in Renewable Energy Investment 2017” dell’Unep, il programma ambientale delle Nazioni Unite, redatto in collaborazione con Frankfurt School-Unep Collaborating Centre e Bloomberg New Energy Finance.
 
 
Nei prossimi cinque anni il mercato globale del fotovoltaico crescerà del 18,7%. Nel 2022 il solare raggiungerà un valore di oltre 350 miliardi di dollari (325,6 miliardi di euro). È questa la stima pubblicata nel rapporto “Global photovoltaic system market insights. Opportunity analysis, market shares and forecast, 2017-2023” di Research and Markets, una piattaforma che raccoglie e pubblica ricerche di settore.
 
 
Eolico e solare sono da sempre rivali nelle rinnovabili. A fine 2016 a livello mondiale sono stati installati il 296 GW di fotovoltaico e 467 GW di eolico, che rappresentano rispettivamente il 15 e il 25% della capacità rinnovabile installata. Negli Stati Uniti l’eolico contribuisce in modo sostanziale allo sviluppo dell’energia verde, generando il 5% dell’energia elettrica che alimenta le attività industriali e le abitazioni del Paese. Uno sviluppo che andrà avanti nonostante le politiche dell’amministrazione Trump a favore dei combustibili fossili e la crescita del solare, fratello minore in termini di energia prodotta ma più affascinante nell’immaginario collettivo.
 
L'infografica della settimana
L’Europa è leader globale nel settore dell’energia eolica. L’infografica mostra come ogni giorno l’energia eolica fornisca elettricità a milioni di famiglie ed imprese europee. Lo scorso anno l’energia eolica ha coperto il 10,4% della domanda di energia nella UE. E in alcuni giorni, ha coperto oltre il 100% della domanda elettrica di qualche Stato membro.
 
Il video della settimana
L’Artico sta cambiando. Il 2016 ha visto temperature record in tutto il mondo che, in alcune regioni, hanno raggiunto i 20°C (68 F) al di sopra della media. Come conseguenza, l’Artico si sta sciogliendo. Nel 2016 il passaggio di nord-ovest ha visto un’estate senza ghiaccio, permettendo alle navi da crociera l’accesso a uno dei luoghi più remoti della Terra. Questo tour virtuale è il modo più ecologico per visitare questo maestoso paesaggio e un duro monito sulle conseguenze dei nostri comportamenti dannosi all’ambiente.

g7bologna.wordpress.com

L’11 e il 12 Giugno 2017 la città di Bologna sarà teatro del G7 ambiente: la riunione dei ministri dell’ambiente dei 7 Paesi OCSE più ricchi, fra cui, per la prima volta, un’amministrazione USA apertamente negazionista dei cambiamenti climatici e con posizioni estremamente pericolose per il nostro futuro come dimostra il recente fallimento del G7 energia. Un appuntamento che viene prima del G20 di Amburgo dove è prevista una mobilitazione unitaria di tutti i movimenti e le realtà sociali europee che si contrappongono ad un modello economico che consuma risorse naturali e concentra risorse economiche in mano di pochi.

In una situazione in cui la temperatura complessiva del pianeta è in costante aumento avvicinandosi in maniera allarmante verso i +2 C°, soglia oltre la quale viene messo in discussione l’equilibrio ambientale del Pianeta – mentre l’aria che respiriamo è sempre più inquinata e la terra in cui viviamo è depredata e compromessa da modelli produttivi insostenibili, non è accettabile un passo indietro rispetto agli obiettivi – seppur insufficienti-  dell’accordo di Parigi.

Un accordo che, grazie alla pressione della società civile, per la prima volta indica come obiettivi: il contenimento del riscaldamento globale entro 1,5 C° , il finanziamento di sistemi di adattamento per i paesi in cui i cambiamenti climatici sono già un tragico presente e la decarbonizzazione dell’economia. Un accordo che ad oggi, non ha fermato i piani di ricerca e sfruttamento delle risorse fossili sulle coste Italiane o di giacimenti inquinanti come le sabbie bituminose dell’Alberta in Canada. Un accordo che quindi, va implementato inserendo tempistiche ambiziose e certe con penalità forti per chi non segue il percorso stabilito.

La messa in sicurezza delle risorse e dei territori necessita di una mobilitazione continua. Il 12 e 13 Giugno prossimi saranno trascorsi 6 anni dalla vittoria referendaria sul nucleare e per l’acqua pubblica, che costituisce un’affermazione democratica di un diritto fondamentale disattesa da tutti i governi che si sono succeduti dal 2011 ad oggi. Interessi economici e finanziari premono per continuare lo sfruttamento dei territori (come non di rado emerge da inchieste giudiziarie) condizionando l’ambiente e il futuro di intere comunità. Per porre un argine è quindi necessario rafforzare e ampliare la democrazia e la partecipazione dei cittadini al governo dei loro territori.

Il futuro del nostro paese rischia di essere compromesso da insufficienti investimenti in innovazione sociale e trasformazione produttiva in senso ecologico e dell’economia in chiave circolare, il mancato sviluppo delle comunità energetiche e della produzione di energie rinnovabili, il continuo investimento su mobilità privata e trasporti su gomma che compromettono la qualità dell’aria e la salute dei cittadini, il limitato investimento in ricerca,  formazione, politiche attive del lavoro volte alla messa in sicurezza dei nostri territori e nella creazione di un sistema di welfare in grado di sostenerne le trasformazioni attraverso una giusta transizione.

La ricerca e il controllo delle fonti fossili di energia è sono tra le principali cause dei conflitti che stanno destabilizzando il mondo, così come i cambiamenti climatici e il depauperamento delle risorse sono  causa di milioni di persone in fuga da situazioni ambientali insostenibili: pertanto mentre la politica si concentra su una gestione  emergenziale e securitaria dell’immigrazione sono le nostre stesse scelte economiche e i modelli produttivi a costringere intere popolazioni a lasciare la loro terra di origine.

Per questo motivo non crediamo che possa essere un vertice tra i 7 “grandi” – che hanno già dimostrato ampiamente di non avere cura del nostro pianeta e dei suoi abitanti – a dare risposte ai tanti problemi di inquinamento, alla salvaguardia della salute e dei territori. Le pratiche di difesa del territorio, di economia ciclica e di trasformazione dei processi produttivi e dell’agricoltura sono già in atto e  partono dalle iniziative diffuse di associazioni, comunità, contadini e piccoli produttori, per questo crediamo che la trasformazione sociale, ambientale ed economica di cui necessitiamo  debba essere in primo luogo democratica e partecipata a cominciare dalla definizione di un ambizioso piano energetico nazionale condiviso con i cittadini di tutto il Paese.

Per questo motivo invitiamo tutte e tutti a partecipare a 3 giornate di mobilitazione della società civile per rappresentare un presente e un futuro di cambiamento diverso da quello   del vertice istituzionale.

Fino al 15 maggio è aperta una call for action in cui raccogliere tutte le proposte di azioni, iniziative, assemblee, attività, seminari, spettacoli con cui inondare Bologna nelle giornate del vertice. In occasione della giornata mondiale dell’ambiente del 5 Giugno proponiamo un’attivazione diffusa su tutto il territorio nazionale per rilanciare le nostre proposte in vista del G7.

Costruiamo una mobilitazione aperta, inclusiva e partecipata che trasformerà Bologna in una grande piazza pubblica in cui sia possibile dare corpo ad un’alternativa capace di contrapporsi alle politiche in atto nei Paesi del G7 che consuma risorse naturali e concentra  risorse economiche in mano di pochi: facciamolo con  un’assemblea pubblica nazionale popolare, dei cittadini, dei comitati, delle associazioni e movimenti ecologisti, del mondo del lavoro il 10 Giugno e  con una grande manifestazione per le strade di Bologna  l’11 Giugno.

9-10-11 giugno 2017, tutti e tutte a Bologna per il G7Mobilitiamoci.

Ambiente alla base, non al vertice!

 

 

Presentazione Renewable Energy Report 2017

24 Maggio 2017 ore 9.30

Politecnico di Milano - Campus Bovisa - Via Raffaele Lambruschini 4

Edificio BL 28 - Aula Magna Carassa Dadda

 

Analizzare l'andamento delle installazioni delle rinnovabili in Italia (fotovoltaico, eolico, biomasse, idroelettrico, geotermia) e l'andamento della produzione di energia da fonti rinnovabili, con particolare attenzione agli scostamenti rispetto alla produttività attesa.

Realizzare una mappa - dettagliata per Regione, per tipo e taglia di impianti - delle opportunità di revamping del parco di generazione da rinnovabili installato, con l'obiettivo di comprendere il reale potenziale di produzione elettrica da rinnovabili

Valutare  - attraverso una analisi costi-benefici - il reale potenziale del mercato del revamping in Italia, con particolare attenzione alle possibili ricadute sulle filiere industriali coinvolte.

Aggiornare lo stato (numero di imprese, numero di addetti, marginalità, «italianità», ecc.) delle filiere delle rinnovabili (fotovoltaico, eolico, biomasse, idroelettrico, geotermia) in Italia, valutandone la capacità di resilienza rispetto all'andamento del mercato.

Realizzare un approfondimento sul comparto delle bio-energie in Italia, con un censimento dettagliato dello stato e delle caratteristiche degli impianti di produzione di energia e degli attori della filiera coinvolti.

Questi gli scopi principali del Convegno di presentazione dei risultati del Renewable Energy Report, coinvolgendo come sempre nel dibattito le imprese Partner della ricerca per discutere e approfondire le analisi svolte e renderle strumento di lavoro per tutti coloro che operano o intendono operare nel comparto delle fonti rinnovabili in Italia.

 

Programma della giornata:

9.30     Apre i lavori

            Umberto Bertelè, School of Management - Politecnico di Milano

9.45     Presenta il Renewable Energy Report 2017

            Vittorio Chiesa, Energy & Strategy Group - Politecnico di Milano

10.45   Coffee break

11.15   Prima tavola rotonda Partner

12.00   Seconda tavola rotonda Partner

12.45   Chiusura dei lavori 

 

Il convegno sarà anche l'occasione per estendere il dibattito alle istituzioni che regolano questo mercato, grazie all'intervento di Francesco Sperandini, Presidente e Amministratore Delegato del GSE. 

 

Ai presenti sarà consegnata in omaggio una copia del Renewable Energy Report - 3a ed.

 

Per iscriversi cliccareQuesto indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo."> qui

LE ISCRIZIONI VERRANNO CHIUSE 3 GIORNI PRIMA DEL CONVEGNO E I DATI INSERITI NEL LINK DI ISCRIZIONE SARANNO UTILIZZATI PER REALIZZARE I BADGE, CHE SARANNO CONSEGNATI AI PARTECIPANTI IL GIORNO DELL'EVENTO 

Cambiamo agricoltura, fai sentire la tua voce | Legambiente

 

 

Le pratiche agricole intensive fanno male alla salute dell'ambiente e delle persone. Chiediamo all'UE di sostenere un'agricoltura sana, sostenibile, giusta  

L’agricoltura è l’attività principale che regola lo scambio tra uomo e ambiente, a partire dalla produzione di cibo. Un'agricoltura fondata su buone pratiche ambientali e sociali garantisce cibo buono e salute per i cittadini, tutela delle risorse naturali e della varietà genetica, bellezza del paesaggio. Un’agricoltura già all’opera, praticata da molti agricoltori italiani ed europei, attenti ai processi naturali e alla specificità locale degli ecosistemi, capaci di conciliare nuove tecnologie e antichi saperi della cultura rurale.  

L'agricoltura oggi può essere il più importante alleato per le attuali sfide ambientali e per lo sviluppo dell'economia verde. Chiediamo all'UE di guardare al futuro e promuovere, nell'interesse di tutti i cittadini, questa agricoltura.

Fai sentire la tua voce! 

 

  • Aderite alla Campagna. Visitate il sito https://www.legambiente.it/cambiamoagricoltura e unitevi alla Campagna. Assieme alle principali associazioni ambientaliste e dell’agricoltura biologica, italiane ed europee, possiamo avere voce in capitolo nel percorso di revisione della Pac della Commissione europea.

 

 

Dal “patriottismo economico” del Front National alla visione più europeista del movimento En Marche!, le posizioni su energia e ambiente dei due candidati al ballottaggio delle presidenziali francesi In gioco la credibilità degli accordi di Parigi e il rafforzamento delle misure pro-rinnovabili.

Impegnati com’erano a discutere di crisi internazionale, terrorismo, immigrazione e lavoro, i candidati alle elezioni presidenziali francesi hanno un po’ trascurato di spiegare qual è la loro idea di transizione energetica.

Tra due settimane ci sarà il ballottaggio tra Emmanuel Macron e Marine Le Pen: per molti commentatori, la sfida tra il movimento fondato dall’ex ministro dell’economia (En Marche!) e il Front National è uno strappo con l’establishment dei partiti tradizionali.

Vediamo allora quali sono le posizioni di Macron e Le Pen sul futuro dell’energia in Francia, aiutandoci con i rispettivi programmi.

Prima, però, facciamo un rapido passo indietro al 2015, quando gli accordi di Parigi hanno sancito l’impegno globale per combattere i cambiamenti climatici e de-carbonizzare l’economia.

Da allora, la Francia ha cercato di essere in prima linea nelle politiche di economia verde, con una serie di proposte, pensiamo ad esempio ai green bond per finanziare l’innovazione tecnologica e al dibattito sull’opportunità di lanciare una carbon tax nazionale per colpire gli impianti fossili.

Grande impulso è stato dato alle fonti rinnovabili: Parigi, come abbiamo spiegato in questo articolo, è un “osservato speciale” per gli investimenti in green economy, perché il ministro dell’Energia, Ségolène Royal, ha annunciato di recente un ambizioso piano triennale di aste eoliche.

Proprio l’eolico mostra quanto siano contraddittorie le tesi di Marine Le Pen in campo energetico. Tra i 144 impegni presidenziali della sua candidatura, nella sezione dedicata all’ambiente e alla transizione energetica, si legge al punto n. 133, che il Front National intende promuovere massicciamente la filiera francese delle rinnovabili (solare, biomasse, biogas, ecc.) grazie a un “protezionismo intelligente” e al “patriottismo economico”.

Tuttavia, il medesimo punto precisa, poco dopo, che il partito è favorevole a decretare una moratoria immediata dell’eolico: Décréter un moratoire immédiat sur l’éolien. Le Pen, è evidente anche leggendo alcune dichiarazioni pubbliche dei mesi passati, vede in ogni turbina una potenziale bruttura per il paesaggio e un ostacolo al suo concetto di sviluppo sostenibile.

L’esponente dell’estrema destra francese vorrebbe rilanciare e modernizzare l’industria del nucleare, considerata il pilastro ineliminabile del sistema elettrico transalpino. Il programma chiarisce che Le Pen è contraria alla chiusura della centrale di Fessenheim, la più vecchia del Paese (EDF dovrebbe fermarla quando entrerà in funzione il nuovo impianto EPR di Flamanville, presumibilmente nel 2019-2020).

Le Pen è anche convinta che l’idrogeno sia la soluzione migliore per lo stoccaggio dell’energia. Lo Stato, infatti, dovrebbe sostenere le attività di ricerca e sviluppo in questo settore, allo scopo di ridurre la dipendenza francese dal petrolio nei trasporti e di utilizzare l’elettricità prodotta in eccesso dalle rinnovabili.

Per quanto riguarda gli idrocarburi non convenzionali, infine, Le Pen vorrebbe interdire l’esplorazione di giacimenti di shale gas, almeno finché saranno garantite condizioni “soddisfacenti” per la tutela ambientale e della salute umana.

Marine Le Pen somiglia per certi versi a Donald Trump e alle sue ricette per l’indipendenza energetica nazionale, basate sul più ampio sfruttamento possibile delle risorse disponibili: gas, carbone e petrolio negli Stati Uniti, mentre la Francia del Front National è orientata per il nucleare.

Emmanuel Macron, invece, è un sostenitore delle rinnovabili? Nel suo programma ambientale definisce la transizione ecologica una “priorità che tocca tutti gli aspetti della vita economica e sociale”, la “sfida del XXI secolo”. Immediato anche il richiamo agli accordi di Parigi, con la promessa di destinare almeno 15 miliardi di euro di finanziamenti pubblici alle misure salva-clima e pro-rinnovabili.

Per quanto concerne il nucleare, la sua proposta è in linea con quella fatta a suo tempo da Hollande: ridurre il peso dell’atomo nel mix elettrico dall’attuale 75% al 50% circa nei prossimi anni, ma sappiamo benissimo che sarà molto difficile tradurre queste affermazioni nella realtà.

Confermata la chiusura della centrale di Fessenheim, mentre ogni decisione di portata strategica (leggi: lo stop degli impianti più obsoleti) avverrà dopo il 2018, quando l’Autorità per la sicurezza nucleare avrà pubblicato le sue conclusioni sul possibile prolungamento della vita utile dei reattori esistenti.

Ecco altri punti rilevanti di politica energetica prospettata da Macron: chiudere le centrali a carbone entro cinque anni, raddoppiare la potenza installata nell’eolico e nel solare fotovoltaico entro il 2022, vietare l’esplorazione di gas di scisto e, più in generale, di nuovi giacimenti fossili, potenziare la tassa sul contenuto di CO2 portandola a 100 € per tonnellata nel 2030, aumentare il tasso di riciclo dei materiali, in particolare della plastica.

Il programma menziona poi misure per la mobilità elettrica, le reti intelligenti con sistemi di accumulo, l’efficienza energetica negli edifici e così via, senza però approfondire molto le singole iniziative.

Nonostante una certa vaghezza su alcuni impegni ambientali, manifestata anche in campagna elettorale, le posizioni di Macron sembrano certamente più in sintonia con gli obiettivi europei e globali legati alla transizione energetica.

Nelle prossime settimane, o meglio mesi, vedremo con più precisione quale via imboccherà la Francia, se di rottura o continuità rispetto alla politica impressa in questi anni da Hollande.

Domenica 23 aprile  all'Università dalle 10 in via Belmeloro 14.

Sono state chiamate a partecipare le associazioni, i comitati ed i cittadini di tutta Italia che si oppongono alla devastazione del territorio

 

 https://docs.google.com/document/d/1mPo1bxcyRGx2dEpsXJy8KksWD80xPHvVrDo1-UN2gxU/edit?usp=sharing

 

La Scienza si mobilita in tutto il mondo

In preparazione della giornata mondiale del 22 aprile per la scienza e la democrazia la FLC CGIL e la CGIL hanno organizzato per venerdì 21 aprile 2017 una video conferenza con i maggiori centri ENEA dalle ore 9,30 alle 13,30 presso il Salone centrale Enea Roma Sede, Lungotevere Thaon di Revel 76, per discutere di “Clima, Ricerca e Democrazia“. A seguire tavola rotonda.

Partecipano all’iniziativa, tra gli altri, Francesco Sinopoli, Segretario generale FLC CGIL e Vincenzo Colla, Segretario Nazionale CGIL.

Il programma dell’iniziativa

La Scienza si mobilita in tutto il mondo

 

 

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