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Dal “patriottismo economico” del Front National alla visione più europeista del movimento En Marche!, le posizioni su energia e ambiente dei due candidati al ballottaggio delle presidenziali francesi In gioco la credibilità degli accordi di Parigi e il rafforzamento delle misure pro-rinnovabili.

Impegnati com’erano a discutere di crisi internazionale, terrorismo, immigrazione e lavoro, i candidati alle elezioni presidenziali francesi hanno un po’ trascurato di spiegare qual è la loro idea di transizione energetica.

Tra due settimane ci sarà il ballottaggio tra Emmanuel Macron e Marine Le Pen: per molti commentatori, la sfida tra il movimento fondato dall’ex ministro dell’economia (En Marche!) e il Front National è uno strappo con l’establishment dei partiti tradizionali.

Vediamo allora quali sono le posizioni di Macron e Le Pen sul futuro dell’energia in Francia, aiutandoci con i rispettivi programmi.

Prima, però, facciamo un rapido passo indietro al 2015, quando gli accordi di Parigi hanno sancito l’impegno globale per combattere i cambiamenti climatici e de-carbonizzare l’economia.

Da allora, la Francia ha cercato di essere in prima linea nelle politiche di economia verde, con una serie di proposte, pensiamo ad esempio ai green bond per finanziare l’innovazione tecnologica e al dibattito sull’opportunità di lanciare una carbon tax nazionale per colpire gli impianti fossili.

Grande impulso è stato dato alle fonti rinnovabili: Parigi, come abbiamo spiegato in questo articolo, è un “osservato speciale” per gli investimenti in green economy, perché il ministro dell’Energia, Ségolène Royal, ha annunciato di recente un ambizioso piano triennale di aste eoliche.

Proprio l’eolico mostra quanto siano contraddittorie le tesi di Marine Le Pen in campo energetico. Tra i 144 impegni presidenziali della sua candidatura, nella sezione dedicata all’ambiente e alla transizione energetica, si legge al punto n. 133, che il Front National intende promuovere massicciamente la filiera francese delle rinnovabili (solare, biomasse, biogas, ecc.) grazie a un “protezionismo intelligente” e al “patriottismo economico”.

Tuttavia, il medesimo punto precisa, poco dopo, che il partito è favorevole a decretare una moratoria immediata dell’eolico: Décréter un moratoire immédiat sur l’éolien. Le Pen, è evidente anche leggendo alcune dichiarazioni pubbliche dei mesi passati, vede in ogni turbina una potenziale bruttura per il paesaggio e un ostacolo al suo concetto di sviluppo sostenibile.

L’esponente dell’estrema destra francese vorrebbe rilanciare e modernizzare l’industria del nucleare, considerata il pilastro ineliminabile del sistema elettrico transalpino. Il programma chiarisce che Le Pen è contraria alla chiusura della centrale di Fessenheim, la più vecchia del Paese (EDF dovrebbe fermarla quando entrerà in funzione il nuovo impianto EPR di Flamanville, presumibilmente nel 2019-2020).

Le Pen è anche convinta che l’idrogeno sia la soluzione migliore per lo stoccaggio dell’energia. Lo Stato, infatti, dovrebbe sostenere le attività di ricerca e sviluppo in questo settore, allo scopo di ridurre la dipendenza francese dal petrolio nei trasporti e di utilizzare l’elettricità prodotta in eccesso dalle rinnovabili.

Per quanto riguarda gli idrocarburi non convenzionali, infine, Le Pen vorrebbe interdire l’esplorazione di giacimenti di shale gas, almeno finché saranno garantite condizioni “soddisfacenti” per la tutela ambientale e della salute umana.

Marine Le Pen somiglia per certi versi a Donald Trump e alle sue ricette per l’indipendenza energetica nazionale, basate sul più ampio sfruttamento possibile delle risorse disponibili: gas, carbone e petrolio negli Stati Uniti, mentre la Francia del Front National è orientata per il nucleare.

Emmanuel Macron, invece, è un sostenitore delle rinnovabili? Nel suo programma ambientale definisce la transizione ecologica una “priorità che tocca tutti gli aspetti della vita economica e sociale”, la “sfida del XXI secolo”. Immediato anche il richiamo agli accordi di Parigi, con la promessa di destinare almeno 15 miliardi di euro di finanziamenti pubblici alle misure salva-clima e pro-rinnovabili.

Per quanto concerne il nucleare, la sua proposta è in linea con quella fatta a suo tempo da Hollande: ridurre il peso dell’atomo nel mix elettrico dall’attuale 75% al 50% circa nei prossimi anni, ma sappiamo benissimo che sarà molto difficile tradurre queste affermazioni nella realtà.

Confermata la chiusura della centrale di Fessenheim, mentre ogni decisione di portata strategica (leggi: lo stop degli impianti più obsoleti) avverrà dopo il 2018, quando l’Autorità per la sicurezza nucleare avrà pubblicato le sue conclusioni sul possibile prolungamento della vita utile dei reattori esistenti.

Ecco altri punti rilevanti di politica energetica prospettata da Macron: chiudere le centrali a carbone entro cinque anni, raddoppiare la potenza installata nell’eolico e nel solare fotovoltaico entro il 2022, vietare l’esplorazione di gas di scisto e, più in generale, di nuovi giacimenti fossili, potenziare la tassa sul contenuto di CO2 portandola a 100 € per tonnellata nel 2030, aumentare il tasso di riciclo dei materiali, in particolare della plastica.

Il programma menziona poi misure per la mobilità elettrica, le reti intelligenti con sistemi di accumulo, l’efficienza energetica negli edifici e così via, senza però approfondire molto le singole iniziative.

Nonostante una certa vaghezza su alcuni impegni ambientali, manifestata anche in campagna elettorale, le posizioni di Macron sembrano certamente più in sintonia con gli obiettivi europei e globali legati alla transizione energetica.

Nelle prossime settimane, o meglio mesi, vedremo con più precisione quale via imboccherà la Francia, se di rottura o continuità rispetto alla politica impressa in questi anni da Hollande.

Domenica 23 aprile  all'Università dalle 10 in via Belmeloro 14.

Sono state chiamate a partecipare le associazioni, i comitati ed i cittadini di tutta Italia che si oppongono alla devastazione del territorio

 

 https://docs.google.com/document/d/1mPo1bxcyRGx2dEpsXJy8KksWD80xPHvVrDo1-UN2gxU/edit?usp=sharing

 

La Scienza si mobilita in tutto il mondo

In preparazione della giornata mondiale del 22 aprile per la scienza e la democrazia la FLC CGIL e la CGIL hanno organizzato per venerdì 21 aprile 2017 una video conferenza con i maggiori centri ENEA dalle ore 9,30 alle 13,30 presso il Salone centrale Enea Roma Sede, Lungotevere Thaon di Revel 76, per discutere di “Clima, Ricerca e Democrazia“. A seguire tavola rotonda.

Partecipano all’iniziativa, tra gli altri, Francesco Sinopoli, Segretario generale FLC CGIL e Vincenzo Colla, Segretario Nazionale CGIL.

Il programma dell’iniziativa

La Scienza si mobilita in tutto il mondo

 

 

Nella Giornata Mondiale della Terra - Earth Day 2017 il mondo scientifico si mobilita a sostegno della ricerca e in difesa del metodo scientifico contro interferenze esterne, in primo luogo rispetto al cambiamento climatico.

Diversi eventi "March for Science" in tutto il mondo; a Roma si sfila dal Pantheon a Campo de' Fiori. Al Pincio un palco per scienziati, artisti, testimonial e la commemorazione di Danilo Mainardi.

 

Sabato 22 aprile, in occasione della Giornata Mondiale della Terra (Earth Day), il centro di Roma sarà teatro della "Marcia per la Scienza" organizzata da diverse associazioni riunite nel Comitato Marcia per la Scienza*. La manifestazione è inserita in un calendario internazionale di mobilitazioni simili che si terranno, nello stesso giorno, in numerose città del mondo.


L'evento più importante si svolgerà lungo il Mall di Washington, il lungo viale presso la Casa Bianca già teatro in passato di manifestazioni epocali per i diritti civili. La "March for Science" è stata ideata come presa di posizione del mondo scientifico per richiamare i cittadini del mondo a supportare e tutelare i metodi scientifici e chi opera nell’ambito della ricerca.

La comunità scientifica statunitense è particolarmente impegnata nella  protesta contro la crescente interferenza della politica e di interessi economici su questioni di enorme interesse sociale, come il clima, la salute, l’inquinamento, ecc. I risultati delle elezioni presidenziali negli Stati Uniti sono una vittoria per coloro che sostengono il negazionismo riguardo ai cambiamenti climatici, minacciando seriamente di influenzare le politiche energetiche e ambientali degli Stati Uniti. Le dichiarazioni negazioniste di Donald Trump, prima e dopo la sua ascesa alla Presidenza, i consistenti tagli alle politiche ambientali, e in particolare al Climate Action Plan, alla ricerca e all'istruzione, e la concreta possibilità che il neo Presidente venga meno anche agli Accordi di Parigi, firmati dal suo predecessore appena un anno fa, sono tra le motivazioni più forti che hanno spinto all'organizzazione della marcia.

La "Marcia per la Scienza" di Roma si inserisce in questo contesto globale, aggiungendo le tematiche della cronica arretratezza del nostro paese nei confronti riguardo alle politiche di istruzione superiore, ricerca e sostegno al mondo scientifico italiano.

 Dal manifesto della Marcia per la Scienza: "Il tentativo tutt’ora in atto di caratterizzare i risultati delle ricerche scientifiche come una mera opinione di parte, che ha dato al Governo Federale statunitense la legittimità di rifiutare l’evidenza scientifica, è un problema urgente e critico. È arrivato il momento, per le persone che supportano la ricerca scientifica, di prendere posizione pubblicamente. Anche nel nostro Paese."

La Marcia per la Scienza partirà dal Pantheon alle 16 di sabato 22 aprile, per terminare alle 17  in piazza Campo de' Fiori, al cospetto della statua di Giordano Bruno, preso a simbolo della resistenza della ragione al cieco oscurantismo.

Successivamente, dalle 17 alle 19, il Villaggio per la Terra, la manifestazione di Earth Day Italia che riunirà dal 21 al 25 aprile gran parte del mondo ambientalista italiano in cinque giornate di dibattiti, focus e convegni a Villa Borghese, offrirà ai partecipanti alla marcia il suo palco per due ore di interventi di scienziati, ricercatori, divulgatori e artisti, a sostegno della causa della scienza.

*Aderiscono alla Marcia per la Scienza:

 ARCI; Associazione A Sud; Associazione Comuni Virtuosi; Associazione Dottorandi e Dottori di Ricerca Italiani; Associazione Luca Coscioni; Associazione Pro-Test; CGIL; Circolo Errera (Università di Pavia); Città della Scienza - Napoli; Coalizione Clima; COSPE Onlus; Earth Day Italia; Fairwatch;  FIOM-CGIL; FLC-CGIL; Greenpeace; FOCSIV; Fondazione Univerde; Gruppo 2003; Istituto Nazionale di Fisica Nucleare; Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia; Istituto Superiore di Sanità; Italia Unita per la Scienza; La Scienza Coatta; Legambiente; Link; Portici Science Cafè; Rete29Aprile; Scienza in Rete; Si alle Rinnovabili No al Nucleare; Slow Food Italia; SOS Terra, Unione degli Universitari; Università della Basilicata; Università di Ferrara; Università di Genova.

Il programma della giornata prevede:

 ore 16 raduno a piazza della Rotonda (Pantheon); partenza della marcia lungo il percorso: piazza della Rotonda, via di Torre Argentina, corso Vittorio Emanuele II, via dei Baullari, piazza Campo de' Fiori;

ore 17 conclusione della marcia in piazza Campo de' Fiori;

ore 17-19 Teach in al Villaggio per la Terra sulla terrazza del Pincio in collaborazione con la Coalizione Clima:

 collegamento in video conferenza con i ricercatori del Programma Nazionale di Ricerca in Antartide presso la stazione di ricerca Italo Francese Concordia in Antartide

  • collegamento in diretta con la March for Science di Washington; riflessioni con scienziati e ricercatori sulle grandi sfide globali dei cambiamenti climatici e della transizione energetica, sull'uso indiscriminato di risorse naturali, del suolo e dell'acqua e delle inequità sociali che ne derivano, sulle grandi sfide umane della salute, della convivenza pacifica tra uomini in armonia con le forze della natura
  • Tra gli altri interverranno: Riccardo Valentini (Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici); Sergio Cappucci (ENEA); Francesca de' Donato, biometeorologa; Alessandro Amato (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia); Graziella Morace, virologa del Comitato Italiano per il Controllo della Affermazioni sul Paranormale;
  • il professor Giorgio Parisi, docente di fisica teorica a La Sapienza, tra i più autorevoli scienziati del nostro paese, chiuderà il teach in con alcune riflessioni sul tema "Scienza e pace";
  • in conclusione si terrà una celebrazione con piantumazione per ricordare Danilo Mainardi etologo e divulgatore recentemente scomparso.

 Moderano i giornalisti: Marco Gisotti e Sergio Ferraris.

Il Teach in sarà animato con intermezzi musicali di DonGocò, Dog Byron e del gruppo Inna Cantina Sound

L'iniziativa è supportata sui social network tramite le pagine facebook:

Sciencemarchit: www.facebook.com/sciencemarchit

Villaggio per la Terra: www.facebook.com/villaggioperlaterra

E i profili Twitter:

@ScienceMarchIT https://twitter.com/ScienceMarchIT
@CoalizioneClima https://twitter.com/CoalizioneClima

@EarthDayItalia https://twitter.com/EarthDayItalia

 Hashtag dell'evento: #ScienceMarchIT  #MarchforScience #EarthDay2017 #VillaggioperlaTerra

 Il manifesto della Marcia per la Scienza

http://www.sciencemarchit.com/it/documentazione/

Banner Marcia per la Scienza

https://drive.google.com/open?id=0BxqDLzXf3S1-cERCTGFyT3BEUVU 

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Ufficio stampa Earth Day Italia - Villaggio per la Terra

Giuliano Giulianini - Tel. 3398231079

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
www.earthdayitalia.org

 

siamo lieti di invitarvi a partecipare all'annuale Meeting di Primavera della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile che quest’anno sarà dedicato a “La Città futura. Presentazione del Manifesto della green economy per l’architettura e l'urbanistica” e si terrà a Roma il 5 aprile 2017 dalle 14:30 alle 18:00 presso la Casa dell’Architettura in Piazza Manfredo Fanti 47.

 

La green economy rappresenta per l’architettura e l’urbanistica una scelta di fondo, imprescindibile e necessaria per trasformare le sfide – ecologiche e climatiche, ma anche economiche e sociali - in straordinarie occasioni di rilancio e riqualificazione delle città. L’incontro, aperto dalle relazioni del Presidente Edo Ronchi e del Prof. Fabrizio Tucci, vedrà la partecipazione di autorevoli relatori che discuteranno e approfondiranno il tema.

 Donwload del Programma del Meeting |link|

Vi ricordiamo che per motivi organizzativi è necessario registrarsi all’incontro compilando il form online al seguente link:

Form di Registrazione Online | link |

Il Convegno della Fiom-Cgil vuole affrontare e approfondire una serie di tematiche che sono al centro della fase politico-sindacale e dello scenario nazionale e internazionale:  lavoro/diritti/contratti/modello di sviluppo, moneta/banche, migranti/cittadinanza, Europa/USA/Cina nuovi equilibri. 

 

i lettori di "Oltre il nucleare" potranno avere il 30% di sconto sul prezzo di copertina, comprandolo alla libreria "Assaggi", via Etruschi 4, all'angolo con via Tiburtina, Roma

 

La nostra Europa – La nostra Europa. Unita democratica solidale

http://www.lanostraeuropa.org/

Il 25 marzo i leader europei saranno a Roma, mentre l’Unione Europea è sull'orlo del collasso. 

Diseguaglianza e insicurezza sociale, diffuse a piene mani dall’austerità e da politiche ingiuste, alimentano culture e movimenti reazionari. Si moltiplicano razzismi, nazionalismi regressivi, muri, frontiere e fili spinati. 

I migranti sono le prime vittime, insieme alla democrazia e ai diritti. Non c’è tempo da perdere. Chiediamo a chi è cosciente del pericolo di mettersi in gioco, di mobilitarsi, di partecipare.

Incontriamoci a Roma dal 23 al 25 marzo, dimostriamo che l’europeismo radicale è forte abbastanza da fermare i mostri della storia europea che paiono tornare. 

23-24 marzo: forum, iniziative e villaggio all’Università La Sapienza. 

Sabato 25 marzo CORTEO per LA NOSTRA EUROPA da Piazza Vittorio alle 11:00 fino al Colosseo.

 

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